"La leggenda vuole
che un tempo il Sultano Suleyman, vedendo che nel regno si commettevano
molti delitti e furti che spesso venivano giustificati come necessari
dal popolo che versava in condizioni di povertà, decise
di proporre una sfida ai condannati, per provare l'effettiva necessità della
loro condizione e l' onore verso il proprio paese. Chiese per questo
aiuto ai gran maestri di corte, che crearono questo anello.
Il Sultano si rese subito
conto che senza una spiegazione era praticamente impossibile
ricomporre l'anello una volta "sciolto".
Decise quindi che ad ogni condannato veniva data la possibilità di
ricomporre l'anello in una notte : nel caso ci fosse riuscito sarebbe
stato libero, in caso contrario il Sultano avrebbe raddoppiato
la sua condanna.
Suleyman capì che chi era realmente un fuorilegge accettava
immediatamente la notte in cella cercando di ricreare l'anello,
vedendo poi la possibilità di una liberazione immediata,
mentre invece le persone che erano realmente in difficoltà accettavano
la pena, chiedendo perdono del delitto commesso e rimettendosi
alla clemenza del Sultano.
In questi casi Suleyman perdonava
i poveri condannati, dando spesso loro la possibilità di guadagnarsi una vita migliore".

La fede turca della Bottega dei Monili |