Il simbolismo celtico: lettura dei simboli

Un simbolo è un segno che possiede diversi livelli di lettura a seconda di come viene interpretato o utilizzato. Per comprendere meglio diamo un esempio...

Dire che un simbolo ha diversi livelli di lettura è come osservare la Terra dall'alto: se chiediamo a una persona chiusa in una navicella nello spazio di descriverci cosa vede, ci risponderà probabilmente "una sfera tendente al blu che si staglia su uno sfondo nero pieno di stelle". Se la facciamo entrare nell'atmosfera e discendere lentamente verso la superficie del pianeta potrà elencare dapprima nomi di continenti e oceani e avvicinandosi ancora riconoscerà catene montuose, fiumi, laghi e città, per riuscire infine a identificare monumenti e piazze all'interno delle città stesse. In questo modo il punto da cui effettua la sua lettura cambierà totalmente la concezione di ciò che vede, rivelandole un mondo e una serie di dettagli inizialmente invisibili, poi sempre più chiari. Per i simboli funziona allo stesso modo.

Il simbolo come lo intendiamo normalmente è un segno legato a un concetto, a un'idea, a un argomento che ha il compito di ricordarci tutto un discorso. La parola 'albero' è un simbolo fonetico (il suono che emettiamo pronunciandola) e grafico (le lettere che la compongono) che non assomiglia per niente all'essere del regno vegetale che in primavera si copre di fiori e foglie, d'estate di frutti e che d'autunno si spoglia per affrontare l'inverno. Tuttavia se conosciamo l'italiano e qualcuno pronuncia o scrive il termine 'albero' noi capiamo ciò a cui si riferisce e possiamo richiamare alla mente la figura della piante, il colore, addirittura rievocare il profumo dei suoi fiori (esistono anche ricordi olfattivi!) e, se ne abbiamo la conoscenza, iniziare a parlare delle caratteristiche specifiche di un albero come la betulla o la quercia. Questa è la natura del simbolo: un 'segno' a cui sono legati concetti, idee e discorsi leggibili a vari livelli, dai più superficiali a quelli più precisi e in grado di comunicarci conoscenze straordinarie. Ma non è tuttoÉ

Se si ha la pazienza di studiare la cultura celtica in tutte le sue epoche, dall'antichità ai tempi cristiani, penetrandone la conoscenza e facendola diventare qualcosa di 'vissuto' interiormente oltre che mentalmente si impara che i monaci irlandesi di tradizione cristiana, quando ricopiavano i testi sacri, avevano ben in mente il valore di ciò che facevano e dei simboli che usavano. Essi pensavano che la Sacre Scritture avessero tre livelli di esistenza e quindi tre livelli di lettura.

Il primo era il livello fisico, il corpo, corrispondente alla forma delle lettere che stavano tracciando sulla pergamena e al loro suono evocato dalla lettura. Le Sacre Scritture possedevano anche un secondo livello, quello mente-emozioni, composto dal significato delle parole e dalla loro capacità di evocare emozioni nell'animo del lettore. Infine il terzo livello corrispondeva allo spirito delle Sacre Scritture, capace di risvegliare nell'anima del lettore l'anelito che lo portava a vivere la Parola di Dio.